Articolo su “Professione allevatore” n°9 – Ottobre 2012

Azienda Viazzani Antonio, Giuseppe e Michele

Da sempre fedeli alla lettiera permanente

IMG_1766Non sono molte le aziende dove è rimasta la lettiera permanente. Certo la sua gestione richiede impegno, ma per Michele Viazzani di Busseto (Parma) non c’è niente di meglio per il benessere delle vacche e, di conseguenza, per la loro capacità di durare in stalla.

La prima cosa che spicca di questa azienda, è sicuramente la lettiera permanente, una scelta che sono ormai rimasti in pochi a mantenere. Indubbiamente è una soluzione impegnativa e sempre più spesso è stata sostituita dalle cuccette. Cuccette che semplificano molto il lavoro in stalla ma a loro volta non sono certo scevre da difetti, al punto che il dibattito sulla cuccetta ideale è sempre aperto e alimentato continuamente da nuovi spunti e proposte. Certo è che i vantaggi di una lettiera permanente, se guardiamo con l’occhio della vacca che nella stalla ci sta per tutta la sua vita produttiva, sono indiscutibili e questa soluzione – a patto ovviamente che sia realizzata e mantenuta in maniera razionale rappresenta quanto di più vicino esista alle condizioni ottimali di stabulazione. Cosa di cui sono convinti nell’azienda Viazzani, 115 vacche in lattazione a Busseto, in provincia di Parma. Qui alle lusinghe della stabulazione a cuccette non hanno mai ceduto e, pur con vari cambiamenti, ampliamenti e sistemazioni, la lettiera permanente è sempre rimasta una costante, mai messa in discussione.

Lettiera permanente, di nome e di fatto

“I vantaggi della lettiera permanente sono molti e non abbiamo mai pensato di adottare una diversa soluzione neiIMG_1780 tanti anni di vita della stalla”, spiega Michele Viazzani. Va detto che qui si tratta di lettiera permanente nel senso proprio del termine. Infatti non è stata rimossa completamente e rifatta di nuovo dal  lontano 1984, e, allora, non si ebbero grandi vantaggi, anzi: “Ci furono – ricorda – subito dopo molti problemi sanitari, soprattutto molte mastiti. Cosa per cui decidemmo di adottare la procedura che abbiamo seguito da allora: aggiungiamo paglia pulita ogni giorno: due balloni, uno al mattino e uno alla sera. La pavimentazione della stalla è in pendenza verso le due corsie di alimentazione contrapposte e così la pulizia quotidiana è fatta entrando con il trattore e rimuovendo il letame che viene spinto dal calpestio degli animali verso l’esterno. Certo con le cuccette le vacche sono più pulite, più belle da vedere, con la lettiera sono più sporche. Non distribuiamo prodotti specifici sulla lettiera. Le fermentazioni che avvengono al suo interno mantengono una temperatura adeguata a tenere sotto controllo il proliferare batterico. Il contenuto di cellule del latte è mediamente di 200 mila, a riprova che dalla lettiera non arrivano particolari insidie alla sanità della mammella. Certo abbiamo la preoccupazione di non fare coricare le vacche dopo la mungitura e per questo le catturiamo alla mangiatoia per almeno mezz’ora, il tempo in cui distribuiamo la paglia pulita”.

Tanti vantaggi

IMG_1773Tra i vantaggi che la scelta della lettiera permanente garantisce, Michele Viazzani ne ricorda alcuni legati al benessere delle vacche e alla semplificazione della gestione delle deiezioni. “Le vacche sono più rilassate, comode e le lesioni agli arti praticamente non esistono. Possono muoversi liberamente, con più sicurezza, su una superficie morbida, senza ostacoli, scegliendosi i punti della stalla che preferiscono. Ovviamente le unghie crescono molto di più e gli  interventi ai piedi sono fatti più frequentemente. C’è poi il vantaggio di avere una stalla completamente aperta e libera all’interno della quale la visibilità sulle bovine presenti è perfetta. Non ci sono muretti o cuccette che possono coprire la visuale su un animale che è coricato magari da mezza giornata senza che nessuno se ne accorga. Inoltre c’è il vantaggio di una maggiore facilità di gestione delle deiezioni: disporre di letame è molto più semplice e agevole rispetto al liquame”. Con estati roventi come quelle a cui siamo abituati ultimamente viene il sospetto che una lettiera permanente sotto la bovina possa aggravarne il disagio. “È un problema che qui non vedo, probabilmente perché la stalla è alta, completamente aperta e in una posizione felice quanto a ventilazione naturale, sempre presente anche in estate. L’unica misura supplementare riguarda la presenza di una serie di ventilatori che ho inclinato verso la lettiera, che conto di sostituire a breve con alcuni grandi ventilatori a soffitto che dovrebbero aiutare anche a tenere più asciutta la lettiera”.

Ambiente comodo per animali di grossa taglia

Di un ambiente comodo e amichevole, senza gradini, muretti, spigoli, battifianchi e quant’altro, hanno bisogno soprattutto animali di grande mole, soggetti che soffrono maggiormente le angustie di certe stalle particolarmenteIMG_1779 rigide nella definizione degli spazi. Come le bovine di Michele Viazzani, che hanno alle spalle una continua selezione con riproduttori canadesi in passato, anche se ora si usano anche molti tori italiani (” ce ne sono di veramente validi” sottolinea Michele Viazzani), sempre cercando di puntare su morfologia, animali robusti, di taglia medio/grande, senza comunque tralasciare produzione e qualità del latte. Prova ne sono alcuni traguardi raggiunti recentemente che Michele Viazzani ricorda con soddisfazione: “Nel 2010 siamo arrivati primi in provincia con 118qli e 396 kg di proteine. Nel 2011 abbiamo prodotto 110qli con 376 kg di proteine. Per 2 anni consecutivi abbiamo ricevuto il premio “Vacca in forma” con 2 animali diversi: nel 2010 con la vacca Super Rudolph Olby con 240 forme di parmigiano prodotte in cariera e nel 2011 vacca Super Skywalker Patty con 255 forme prodotte”. Unica pecca – anche se i  record farebbero pensare diversamente – era la produzione di proteine, abbastanza bassa, per la quale si era cercato di puntare con più enfasi su tori miglioratori per questo specifico aspetto. Tuttavia il vero miglioramento in termini di proteine nel latte si è avuto lavorando sull’alimentazione, come ricorda Michele Viazzani: “Esatto. Abbiamo abbandonato, credo tra gli ultimi nella zona, l’alimentazione tradizionale basata su fieno e concentrato mediante autoalimentatore e siamo passati al carro unifeed. Abbiamo iniziato a collaborare con un alimentarista libero professionista e con lui abbiamo lavorato sulla parte alimentare. Il problema non era solo il contenuto di proteine del latte, ma anche la fertilità, visto che viaggiamo su un intervallo parto concepimento di 190 giorni. Passando al carro unifeed il problema delle proteine è stato praticamente risolto e vediamo miglioramenti anche per la fertilità (che era dovuta soprattutto a motivi di tipo sanitario: scarsa risposta immunitaria verso il vaccino BVD e presenza di sinciziale). Utilizziamo materie prime e la miscelata di lattazione è composta da farina di fiocco di mais, farina di fiocco di soia, mix fibroso composto da polpe, buccette e girasole, fieno maggengo e erba medica, integrazione con vitamine e sali minerali, lievito, glicerolo, il tutto miscelato a secco. Con il caldo riduciamo leggermente il quantitativo di mais e aggiungiamo un po’ di glicerolo per alzare il valore energetico della razione. Con il passaggio all’unifeed abbiamo abbandonato gli autalimentatori”.

Tardi all’unifeed

La gestione alimentare è semplice: c’è un’unica razione di lattazione (il gruppo è unico); le bovine che hanno partorito sono spostate dal box di asciutta al contiguo recinto di lattazione e passano subito alla miscelata di produzione. “C’è un controllo visivo costante dei soggetti appena entrati – racconta Michele Viazzani – per verificare se si alzano per mangiare o stanno coricati troppo a lungo e se necessario intervengo con somministrazioni individuali di glicole. Per tutta la durata dell’asciutta le bovine ricevono 2,5-3 kg di unifeed di lattazione e hanno sempre a disposizione fieno maggengo. Quanto al vitello si adotta uno svezzamento abbastanza tardivo così come tutta la gestione successiva è orientata ad avere una manza che viene fecondata attorno ai 16 mesi. “Più tardi di quanto è consigliato, è vero – ammette Michele Viazzani – ma il sistema presenta dei vantaggi. Le manze partoriscono meglio, e mi è capitato anche di usare tori che sono segnalati per difficoltà al parto senza problemi. Questo si riflette sulla condizione della manza dopo il parto, nella prima lattazione e in generale sulla sua durata in stalla”. La durata in stalla degli animali è un dato a favore di questa azienda e questo le consente, pur con valori riproduttivi non altissimi, di avere sempre manze per la vendita. Un mercato questo che ha visto moltiplicarsi i contatti e le richieste con la creazione del sito internet aziendale (www.viazzani.com), una passione di Michele che dimostra come questo possa essere uno strumento da considerare con attenzione.

Ingrandimento della stalla razionale

È interessante vedere in questa azienda il percorso verso misure più congeniali all’aumento numerico della mandria sia avvenuto in maniera razionale e semplice, ottenendo però pienamente lo scopo prefissato. La stalla precedente aveva un solo fronte mangiatoia, mentre dal lato opposto si estendeva un paddock al termine del quale iniziava il fienile. Il paddock è stato coperto con una tettoia che ha unito la stalla al fienile, è aumentata la superficie a lettiera e creata una seconda mangiatoia mettendo così a disposizione delle bovine spazi più fruibili con riduzione dello stress. Una seconda tettoia è stata aggiunta anche al di sopra della mangiatoia originaria, ampliando così l’area coperta per lo stoccaggio dei balloni di fieno. Alla fine del lavoro si è eliminato il problema dei liquami derivanti dal paddock scoperto, si è ampliata la superficie utile per le bovine e aumentata la disponibilità di stoccaggio per il fieno, con il minimo costo.

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