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Il
termometro dei prezzi continua a segnare febbre alta sui mercati dei
cereali. Protagonista della settimana, in questo fine agosto di
impronta decisamente rialzista, è stato ancora il frumento, rilanciato
dalla ripresa degli ordinativi sui circuiti internazionali.
Gli alti livelli delle quotazioni raggiunti a fine mese, con prezzi
quasi doppi rispetto allanno scorso, non hanno frenato la richiesta,
soprattutto dei Paesi del Nord Africa, che ha rimesso in moto la
macchina esportativa dei principali produttori mondiali. Usa e Russia
in primis.
La situazione attuale e prospettica, per quanto attiene ai
fondamentali, rivela del resto ancora un forte squilibrio tra domanda e
offerta, soprattutto in vista degli approvvigionamenti autunnali.
Mentre le stime sui raccolti, con le scorte ai minimi da quasi 30 anni
secondo lIgc continuano a registrare correzioni al ribasso,
inasprendo le tensioni sui mercati e accrescendo, sia in Europa che
Oltreatlantico, gli appetiti speculativi.
Lultima previsione in Francia, di fonte ministeriale, che parla di un
raccolto di frumento tenero di 32,9 milioni di tonnellate, rivela su
base annua, in controtendenza rispetto alle indicazioni iniziali, un
calo dell1% (-4% rispetto alla media quinquennale).
Quanto ai prezzi, Parigi (come il Chicago board of trade) ha di nuovo
aggiornato il record della scorsa settimana, contagiando le altre
piazze europee. In Italia su tutta la linea delle granaglie Bologna ha
chiuso al rialzo, sulla scia dei rincari della Granaria di Milano di
inizio settimana, ritoccando verso lalto anche prezzi del mais, a
raccolta ormai avviata in Italia.
Seduta in forte tensione anche a Foggia, dove il fixing ufficiale del
grano duro si è arrampicato fino a quota 290 euro la tonnellata (+9,4%
su base settimanale), portando lo scarto tendenziale (a fine agosto
2006 il listino non superava la soglia dei 170 euro) oltre il 70 per
cento.
Fonte: 24ore agricoltura |