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Nuove tensioni sul frumento: a Foggia grano ai massimo PDF Stampa E-mail
martedì 18 dicembre 2007

Un fine mese all’insegna dell’incertezza sui mercati cerealicoli europei. Con un nuovo rally per il frumento al Cbot, dove le basse scorte e i timori legati al clima secco in Usa, oltre al rallentamento dell’export argentino, hanno rimesso le ai listini trascinando la scadenza di dicembre al limit up (massimo rialzo ammissibile nel corso di una sola seduta) in chiusura dell’ottava.

Le previsioni di un rimbalzo dei prezzi sui mercati delle soft commodity, inclusi i cereali, legate tra l’altro a motivazioni di natura tecnica, sono state insomma confermate dalle sedute conclusive di novembre, che hanno riproposto anche nelle piazze del Vecchio continente quel clima di tensione che non si vedeva da circa un mese.
In Francia, dove è ripresa a buon ritmo l’attività esportativa, un forte sostegno ai listini è venuto dalla richiesta interna, decisamente più attiva rispetto alle scorse settimane soprattutto per il frumento.
A beneficiare delle spinte rialziste è stato anche il comparto dei cereali foraggeri, con il mais in particolare che ha potuto migliorare le ultime posizioni in scia a una ripresa degli ordinativi anche dall’estero.
Sugli sviluppi di dicembre gli analisti appaiono al momento divisi. È probabile, tuttavia, secondo il parere prevalente, che il mercato in Europa, dopo la breve parentesi rialzista, possa di nuovo mutare la direzione di marcia, accusando comunque solo lievi ritracciamenti.
Nel frattempo anche i mercati italiani hanno decretato rincari su quasi tutta la linea dei cereali. Alla Borsa merci di Bologna il frumento ha spuntato fino a 3 punti percentuali su base settimanale. Mercato stazionario per l’orzo, mentre il prezzi del granoturco sono tornati a ridosso dei 230 euro la tonnellata, guadagnando in una sola seduta più del 5 per cento. Aumenti solo frazionali per il grano duro nel capoluogo emiliano, in un mercato che non ha dato invece segni di svolta sulla piazza di Foggia, dove il listino si è mantenuto fino a un massimo di 440 euro la tonnellata.

Fonte: 24ore agricoltura 

 

 
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