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Un fine mese allinsegna dellincertezza sui
mercati cerealicoli europei. Con un nuovo rally per il frumento al
Cbot, dove le basse scorte e i timori legati al clima secco in Usa,
oltre al rallentamento dellexport argentino, hanno rimesso le ai
listini trascinando la scadenza di dicembre al limit up (massimo rialzo
ammissibile nel corso di una sola seduta) in chiusura dellottava.
Le previsioni di un rimbalzo dei prezzi sui mercati delle soft
commodity, inclusi i cereali, legate tra laltro a motivazioni di
natura tecnica, sono state insomma confermate dalle sedute conclusive
di novembre, che hanno riproposto anche nelle piazze del Vecchio
continente quel clima di tensione che non si vedeva da circa un mese.
In Francia, dove è ripresa a buon ritmo lattività esportativa, un
forte sostegno ai listini è venuto dalla richiesta interna, decisamente
più attiva rispetto alle scorse settimane soprattutto per il frumento.
A beneficiare delle spinte rialziste è stato anche il comparto dei
cereali foraggeri, con il mais in particolare che ha potuto migliorare
le ultime posizioni in scia a una ripresa degli ordinativi anche
dallestero.
Sugli sviluppi di dicembre gli analisti appaiono al momento divisi. È
probabile, tuttavia, secondo il parere prevalente, che il mercato in
Europa, dopo la breve parentesi rialzista, possa di nuovo mutare la
direzione di marcia, accusando comunque solo lievi ritracciamenti.
Nel frattempo anche i mercati italiani hanno decretato rincari su quasi
tutta la linea dei cereali. Alla Borsa merci di Bologna il frumento ha
spuntato fino a 3 punti percentuali su base settimanale. Mercato
stazionario per lorzo, mentre il prezzi del granoturco sono tornati a
ridosso dei 230 euro la tonnellata, guadagnando in una sola seduta più
del 5 per cento. Aumenti solo frazionali per il grano duro nel
capoluogo emiliano, in un mercato che non ha dato invece segni di
svolta sulla piazza di Foggia, dove il listino si è mantenuto fino a un
massimo di 440 euro la tonnellata.
Fonte: 24ore agricoltura
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