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La mastite da micoplasma:una minaccia in crescita PDF Stampa E-mail
mercoledì 11 gennaio 2006
Indice articolo
La mastite da micoplasma:una minaccia in crescita
Pagina 2
Nonostante la mastite da mycoplasma non appaia più quell’infezione “ammazzavacche” quale si presentava una trentina di anni fa con epicentro la California con migliaia di vacche morte e diversi allevamenti costretti alla chiusura, oggi assistiamo ad una sempre maggior presenza di questa mastite negli USA.
Se fino a cinque anni fa il Mycoplasma veniva isolato solo nell’1-2% degli allevamenti, oggi vista la maggiore attenzione che si usa nell’individuare il germe è in aumento il numero dei campioni in cui viene isolato il mycoplasma.

 Finora è stato individuato negli allevamenti della West Coast, nello stato di New York, nel Vermont, nel Minnesota e in tutto il Wisconsin. I ricercatori indicano che ben il 10% degli allevamenti statunitensi potrebbero avere almeno un caso di mycoplasma.

Perché deve preoccupare gli allevatori? A parte i casi eclatanti di trenta anni orsono bisogna tenere conto delle forti perdite produttive che, secondo le dimensioni degli allevamenti, può comportare la presenza di 10-20 vacche colpite per allevamento infetto con una perdita di quasi 600 litri di latte per lattazione e con la presenza costante del germe che può attaccare altri animali.
Visto che aumenta l’incidenza della malattia è consigliabile effettuare analisi di laboratorio di routine sul latte di massa.
Se viene individuato il mycoplasma nel latte di massa, non altrettanto facile è l’individuazione degli animali infetti perché il rilascio del mycoplasma nel latte non sempre è costante nel tempo, a volte è intermittente.

Se nella coltura del latte di massa viene individuato mycoplasma cosa dobbiamo fare?:

1.    Verificare innanzitutto che il mycoplasma isolato appartenga ad uno dei ceppi in grado di causare mastite

2.    Ripetere l’analisi sul latte di massa nell’arco di una settimana dalla precedente

3.    Se anche la seconda analisi indica positività allora dobbiamo prendere in considerazione la necessità di fare  campioni colturali su gruppi più ristretti di animali per individuare dove vi sono animali che diffondono il germe

4.    Fare gli esami colturali specifici per  tutti i nuovi casi di mastite. I risultati sono disponibili nell’arco di una settimana.


 
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