Origini

La famiglia Viazzani conduce l’Azienda dal 1938, quando Giacomo (padre di Giuseppe e di Antonio e nonno di Michele) si trasferì a Busseto dall’appennino parmense e precisamente da Cacrovoli di Bardi.FamigliaintGiacomo, non essendo emigrato in Gran Bretagna, come avevano fatto tutti gli altri componenti della sua famiglia, aveva accettato la proposta del suocero di trasferirsi “in pianura”, per lavorare un podere di 27 biolche (8,5 ha circa), situato a circa 1 Km dal centro di Busseto.

Il podere si chiama “Guazzonella”: era nato negli anni ’20, quando la costruzione della linea ferroviaria Fidenza-Cremona aveva diviso il grande podere “Guazzona”, separandone la parte che dalla ferrovia arrivava fino al “Fosso torto”, lungo la strada per Roncole Verdi.

Dal 1938 fino al dopoguerra, nell’azienda venivano coltivati frumento, mais, foraggio per l’allevamento di una decina di vacche e la vite. Il latte prodotto veniva conferito al Caseificio sociale “Fiorento”, sulla via Borghese per Fidenza, di cui Viazzani era diventato socio.

Gli attrezzi di lavoro erano ancora molto “arcaici”, le vacche aggiogate costituivano l’unica forza motrice per i diversi trasporti. Per quanto riguarda l’aratura e la trebbiatura si ricorreva a contoterzisti.

Molto importante, in quegli anni, anche la coltivazione della vite: i campi erano divisi da lunghi filari sostenuti da olmi, fra i quali sorgeva anche qualche albero di ciliegio.
Il vitigno produceva prevalentemente vino “Fortana”, il prodotto era abbondante ed oltre a soddisfare le esigenze della famiglia, l’uva veniva in maggior parte venduta.
Giacomo aveva fatto costruire da un falegname una pigiatrice, particolarmente funzionale, per pigiare l’uva coi piedi. Tale attrezzo è stato prestato per anni al vicinato ed anche ad alcuni “cittadini” che producevano il vino in casa.

Non mancava l’orto, c’era anche un buon frutteto con parecchi alberi di mele varietà “Abbondanza”, qualche pero, susini, amarene.
Il pollaio assicurava uova e carne, ogni anno veniva pure allevato il maiale.

Nel dopoguerra, comparve il primo piccolo trattore della Motomeccanica; l’uso di sementi selezionate e di concimi cominciò a rendere possibile l’aumento delle varie produzioni. Si introdusse anche la coltivazione della barbabietola e del pomodoro.

Il ciclone del luglio 1965, che distrusse in parte la casa e il fienile e fece letteralmente sparire dai campi i filari, spinse Giacomo e i figli Giuseppe e Antonio, ad estirpare le viti, togliendo così ogni ostacolo ad una lavorazione più efficiente dei campi.ciclone
Si intensificò la coltivazione del pomodoro che veniva venduto alla fabbrica di conserve bussetana.

Dopo la morte di Giacomo (avvenuta, prematuramente, nel 1967, a soli 65 anni), i figli gradualmente si orientarono a specializzare l’azienda sull’allevamento bovino. Questo ha portato prima di tutto alla costruzione di una nuova stalla più moderna (1975), a concentrare la lavorazione del terreno sulla produzione dei foraggi, ad acquisire in affitto terreni vicini da coltivarsi sempre a foraggio.

I risultati positivi portarono ad aggiungere nel 1988 una stalla più grande e più funzionale, passando da una stabulazione fissa ad una libera con lettiera permanente.

Nel 2008 la stalla riservata alle vacche da latte e in asciutta è stata ulteriormente ampliata, aumentando così il benessere agli animali.